Frontal Protection System, ovvero l’ennesima furbata delle case automobilistiche
14 Marzo, 2007
Di ritorno da Energymed, troviamo questo articolo su repubblica.it, che non possiamo fare a meno di commentare:
Rivoluzione per i pedoni, arriva la barra imbottita – Dall’Inghilterra arriva il Frontal Protection System, una mascherina montata sul muso dei veicoli che attutisce i colpi.
“E’ la soluzione immediata per chi vuole rendere la sua macchina più sicura – spiega la casa produttrice – sopratutto se è un Suv o un furgone. Funziona anche sui modelli di sedici anni fa.”
Come dire, io non ho intenzione di smollarmi dalla mia macchina, e visto che tu proprio non ne vuoi sapere di toglierti dalla strada, caro pedone, nè tantomeno di legarti un cuscino di gommapiuma al sedere, tanto gentilmente ti vengo incontro io.
La casa produttrice dichiara che la violenza dell’impatto si ridurrebbe con questo sistema del 50%, dimenticando di specificare quali siano le conseguenze nel caso l’urto derivi da velocita’ eccessiva.
Comunque, dopo questa pomposa nonchè presuntuosa affermazione l’articolo continua, glorificando questa ultima retrouvaille della scienza, e portando come dato quello delle ben 700 vittime della strada che ogni anno perdono la vita in Italia. Cominciamo proprio da questa grave svista, che ben introduce l’assurdità della situazione: le vittime della strada in Italia ogni anno non sono 700, ma sono quasi 8.000. Significa 8.000 morti. Oltre a questi, i piu’ “fortunati” che vedono salva la vita si portano a casa invece un’invalidità grave, e ammontano a ben 20.000. Il che significa che arriviamo a quasi 30.000 vittime, e a 30.000 famiglie italiane nelle quali si insinua la tragedia, ogni anno.
E a onor di cronaca, capita da noi come in tutto il mondo; il dato europeo è infatti di circa 42.000 morti all’anno nei paesi dell’Unione, e lascio a chi si dileggia di matematica fare due brevi calcoli, e chiedersi come mai il dato italiano rappresenti il 20% del totale.
Trovo di pessimo gusto la scelta di un quotidiano rispettabile come ‘La Repubblica’ di pubblicare notizie del genere senza mettere nemmeno per un momento in dubbio nè l’effettiva utilità di un mero palliativo quale questo ‘frontal protection system’ nè quello che è il reale problema, ovvero l’utilizzo o meglio l’abuso che tutti noi compiamo dell’auto privata, come estensione della nostra libertà e del nostro status. Purtroppo, la verità è che questi incidenti capitano, e non solo ai cattivi guidatori, o ai giovani il sabato sera, ma a chiunque capiti una seppur piccola distrazione al volante. Non è retorica, ma dura realtà.
E, sempre purtroppo, siamo talmente assuefatti all’idea che la mia auto=mia libertà=mio diritto inalienabile che non ci si accorge più di come la strage che ogni giorno viene perpetrata sulle nostre strade sia ormai un dato assimilato dalla società, quasi come fosse tragedia inevitabile e fardello portato dall’inarrestabile modernità.
Il diritto ad avere auto sempre più veloci, sempre più ingombranti, sempre più rombanti prevale sul buon senso, e allora va bene se qualcuno si fa male, è nell’ordine delle cose: purchè io non debba rimettere in discussione le mie abitudini.
Insomma, come dire mentre aspettiamo che quest’ultimo ritrovato scientificosi diffonda anche da noi, cari pedoni e ciclisti, passata dalla ferramenta e comprate un po’ di gommapiuma. Puo’ sempre servire.
Entry Filed under: mal'aria - traffico e salute, sicurezza stradale. .
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1.
Marco | 28 Giugno, 2007 at 10:38 am
Bravi bravi, cancellate i miei commenti, non pubblicateli… d’altronde dalla legambiente regione CAMPANIA ci si poteva forse aspettare serietà?
Che belle le vostre montagne di rifiuti a fuoco nelle vostre strade cittadine! D’altronde gli inceneritori creano diossina, eh… siete furbi voi!
2.
laboratoriomobilitasostenibile | 29 Giugno, 2007 at 9:39 am
caro marco,
eccoti il tuo commento.
stai tranquillo che se continui ad esprimerti in un linguaggio quanto meno educato i tuoi commenti verranno pubblicati.
non capisco però perchè te la prendi tanto, dato che da come fai capire nel tuo commento precedente – che non pubblicherò dato il suo contenuto altamente offensivo – non sei nè un esperto in materia, nè uno che si interessa al tema in maniera specifica.
questo è un blog in cui si parla di mobilità sostenibile. se vuoi parlare di altro, troverai sul web centinaia di siti per soddisfare la tua curiosità.
3.
Marco | 29 Giugno, 2007 at 4:21 pm
Veramente è molto più (volutamente) offensivo e provocatorio il mio ultimo messaggio, cioè quello che hai pubblicato, rispetto al primo. Di conseguenza non pensavo minimamente che sarebbe stato pubblicato, e quindi mi sono permesso un “fuori tema” con gli inceneritori, tema di cui peraltro legambiente si occupa (e sappiamo bene come).
Nel mio commento precedente era “offensiva” solamente la frase finale, in cui prendevo in giro chi ha scritto l’articolo. Bastava tagliare quella e tenere il resto, no?
Me la sono presa tanto, sì, proprio perchè non avete pubblicato il mio primo commento, che era una semplicissima riflessione in grado però di ribaltare il senso e l’utilità dell’intero articolo in questione. Bisogna forse essere degli “esperti in mobilità sostenibile” per dire la propria idea qui? Tu saresti un esperto?
Semplicemente avevo detto che, dovessi venire investito da un fuoristrada in città, sarei ben più felice di impattare contro questo “frontal protection system” piuttosto che contro il cofano, quindi ben venga chi volesse montare questo “coso” sul cofano della propria vettura. Punto.
Totalmente fuori tema ed inutili quindi tutti i dati e le statistiche riportati nell’articolo, come pure il tono moralistico che lo permea da cima a fondo. Bastava dire qualcosa come “ovviamente il Frontal protection system non è la soluzione del problema dei morti sulle strade, che va ricercata altrove, ma è comunque il benvenuto, se può salvare qualche vita in più, e bravo chi lo installa.”
E’ forse offensivo quello che ho scritto ora? Pubblica pure quello che vuoi, prescinde ovviamente dalla tua onestà intellettuale.
4.
laboratoriomobilitasostenibile | 29 Giugno, 2007 at 5:53 pm
ognuno può avere le sue opinioni. questo sito è palesemente a favore della mobilità sostenibile e contro l’utlizzo indiscriminato dell’auto privata, e se sei venuto a leggerlo evidentemente qualcosa ti ci ha portato. per questo e per altri motivi, ma non mi dilungherò, riteniamo che da parte dell’industria automobilistica la non presa di coscienza insita nel produrre ’soluzioni’ di questo genere (sulla cui efficacia tecnica non esistono riscontri credibili) invece che smetterla di vendere macchine sempre più veloci sia una presa in giro.
si, avrà un tono moralistico. ma questa è, di fatto una questione etica che l’industria automobilistica per la propria natura si rifiuta di affrontare, nonostante quelle statistiche che tu definisci fuori tema e inutili.
no, non c’è bisogno di essere esperti qui, nè per scrivere, nè per leggere: solamente di essere persone educate, e invitarmi all’utilizzo ‘creativo’ che tu suggerisci della gommapiuma è quanto meno intollerabile. questa non è una testata giornalistica, ma un blog di privati cittadini che operano nel campo del volontariato con le proprie forse e conoscenze per diffondere quello in cui credono. quindi ti invito per il futuro a mettere da parte la volgarità e le accuse.
ritengo estremamente offensivo e volgare quello che mi hai detto, e non pubblicherò il tuo primo commento. non trovo invece che ci sia niente di cui prendermela nei tuoi commenti sulla legambiente: come ti ripeto, tutti possono avere un’opinione, e non sempre questa corrisponderà alla realtà, ma questa è un’altra storia, che fa vedere che il moralista da poltrona forse sei tu.
un’ultima cosa: visto che parli di onestà intellettuale, perchè non ti firmi con un indirizzo mail valido?
5.
Marco | 30 Giugno, 2007 at 10:29 am
Sono arrivato su questo blog per caso, cercavo informazioni riguardo a crash test di automobili prive di airbag, e google mi ha segnalato anche questa pagina.
E’ risaputo che la causa principale degli incidenti in cui sono coinvolti pedoni NON è l’alta velocità (a meno che non si considerino 60 km/h alta velocità). Secondo te le case automobilistiche dovrebbero quindi produrre solamente motori di piccola cilindrata? Forse non sai che anche la meno veloce tra le automobili in commercio attualmente raggiunge senza problemi i 130 km/h. In città potremmo considerare alta velocità anche 50 km/h, a volte, quindi in questo senso dove è la differenza tra un’auto che raggiunge i 200 km/h e i 300 km/h? Meglio quella da 300 km/h, perchè sicuramente sarà dotata di freni migliori, che in caso di frenata da 50 km/h arresterebbero l’auto in un batter d’occhio…
Secondo me il problema non è tanto la velocità, quanto la “testa” del guidatore: io potrei anche andare in giro con una supercar da 800 cavalli, ma sicuramente rispetterei i limiti di velocità e guiderei con prudenza. Se invece venisse consegnata un’auto di piccolissima cilindrata (es: Yaris 1.0) ad un cretino, quest’ultimo potrebbe correre pericolosamente in città a 100 km/h mettendo a rischio non solo la propria vita, ma anche (e soprattutto) quella degli altri.
Bisogna quindi sensibilizzare le persone, non cambiare le auto.
In Germania, dove circolano auto di grossa cilindrata e dove sappiamo non esistano limiti di velocità su gran parte delle autostrade, ci sono molti ma molti meno morti che da noi. Come mai? La spiegazione è semplice: in Germania esiste il senso civico, ossia il rispetto delle regole e il buonsenso (e migliore condizione delle strade). E’ questa la causa vera dei morti sulle strade.
Tuttavia, anche ad un guidatore prudente che rispetta i limiti possono capitare incidenti, magari per una banale distrazione o qualsiasi cosa. In questo caso la presenza o meno del FPSyst. può costituire la differenza tra un incidente ed una tragedia. Da quanto ho letto per internet, è un sistema che offre vantaggi concreti, è stato testato da enti indipendenti in Inghilterra, ma è ancora in via di sviluppo. Dunque, non capisco questo tuo tono contrario al detto FPS. Sarebbe stato come dire, una ventina d’anni fa, che gli airbag sono inutili, e le case automobilistiche avrebbero dovuto limitare le velocità…
P.S.: quando parlo di inceneritori so cosa dico. Io sarei moralista? Esattamente il contrario.
P.P.S.: al mio indirizzo email non voglio ricevere nulla, grazie. Questo comunque è quello vero.