Istanbul e le sue Isole: un’idea per il golfo di Napoli?

28 Novembre, 2007

Si è tenuta verso la fine di agosto ad Istanbul la settima conferenza della serie ‘Towards Carfree Cities’ (Verso città senz’auto) organizzata dal World Carfree Network. Online un bellissimo video in inglese per raccontare a chi non c’era l’esperienza non solo di quello che è stato un interessantissimo e partecipato convegno, ma anche un incontro tra culture, in una Istanbul inaspettata e tutta da scoprire. Ad esempio, avreste mai detto che molte delle isole al largo di Istanbul sono vietate alle macchine??

Come l’isola di Buyukada, distante poche miglia marittime dalla capitale, con una popolazione residente di circa 17,000 abitanti. Qui tutti si spostano in bici, o su una delle 304 carrozze trainate da cavalli, a mò di taxi.

Le isole minori, così come i piccoli borghi delle fasce costiere italiane non solo rappresentano territori di elevato pregio naturalistico e storico, ma spesso per la propria architettura e conformazione geologica risultano poco accoglienti per le auto. Le distanze sono brevi e percorribili a piedi o in autobus, se non in bicicletta, e la vita anche per questo scorre a un ritmo diverso e più benevolo che in città.

Anche per le isole del golfo di Napoli, seppure con caratteristiche diverse per ognuna delle tre e solamente in estate, esistono divieti di circolazione tramite ordinanze prefettizie alle auto private. Fanno eccezione le auto dei residenti, e dei cittadini stranieri. Proprio questa eccezione fa sì che spesso il divieto non sortisca gli effetti sperati: basti pensare alla percentuale di seconde case a Capri e a Ischia i cui proprietari per ottenere una serie di benefici sono riusciti a dichiararsi ‘residenti’, nonostante siano stanziali sull’Isola pochi giorni l’anno. Cosa non si farebbe per non rinunciare alla propria auto?

Eppure, provate a immaginare queste perle del nostro golfo libere dai fumi e dall’ingombro delle auto… Basterebbe poco: sistemi di trasporto pubblico efficienti e con una copertura capillare del territorio, e disincentivi all’uso dell’auto. Che comunque, come già accennato, sulle isole non sono una gran comodità di per sé: pensate alle strade strette, al poco spazio per parcheggiare e a quanto costi possedere un pezzo di terreno in più solo per fare sostare l’auto in comuni dove gli indici immobiliari al metro quadro sono tra i più alti d’Italia.
Che le isole siano di propria natura nate per essere car-free? Noi pensiamo di si.

Per chi volesse approfondire il tema delle isole ‘carfree’ rimandiamo alla lettura di un articolo comparso due anni fa su Carbusters (in inglese).

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