A spasso nel carfree europeo

Non avrei mai immaginato che, intraprendendo una normalissima attività di servizio civile, sarei entrata in un mondo affascinante di cui non conoscevo minimamente l’esistenza, e che soprattutto ne sarei rimasta segnata. Tutto è cominciato grazie a Legambiente, alle sue mille attività di un ambientalismo a 360°. Quest’associazione ha avuto l’importante merito di avvicinarmi a problematiche serie rendendomi partecipe in prima persona, riuscendo a farmi sentire capace di contribuire alla causa anche nella mia piccola azione di volontaria di servizio civile.
Così insieme ai miei compagni di viaggio siamo subito stati sensibilizzati e messi a lavoro…
Prima missione: misurare il traffico indiavolato a Napoli, dolente nota, nelle corsie preferenziali.
Constatare il numero esorbitante di auto in coda e di passaggio nelle corsie normali e in quelle preferenziali (passaggio di auto non autorizzate nel 90% dei casi) registrate ogni quarto d’ora in un arco di tempo anche lungo, ci ha subito posti davanti al problema del caos automobilistico.
Cosa avremmo dato per una città più tranquilla, libera dai fumi e dai rumori automobilistici, dopo ore intere immersi nel monitoraggio del traffico!
Non sapevo però che molte persone prima di noi avevano avvertito questo bisogno e stavano lottando per città più vivibili: il Laboratorio sulla Mobilità Sostenibile di Legambiente ne era l’esempio a noi più vicino. Ancora più emozionante, però, è stato scoprire che anche a livello internazionale ci sono persone, adulti e ragazzi come noi, che lottano per raggiungere l’ideale di centri urbani più sostenibili, in cui si possa condurre una vita più sana per noi e per il nostro pianeta.
Ed ecco affacciarsi il World Carfree Network, una rete internazionale di idee e campagne che promuovono l’uso della bicicletta, usata anche come simbolo di una mobilità sana, e l’idea, non più astratta, di città senza auto. Entusiasti dell’idea, abbiamo partecipato ad uno scambio culturale con ragazzi dell’Europa centro-orientale in occasione della conferenza internazionale sulla mobilità sostenibile che si tiene ogni anno.
Città ospitante del nostro scambio: la travolgente Istanbul, nota per le sue molteplici strade pedonali, solo in alcune zone attraversate da un tram (molto caratteristico).
Ci siamo subito impegnati in un workshop dalle tante suggestioni provenienti da ognuno dei partecipanti. Tutti portavano con sé un bagaglio di esperienze e battaglie unite dallo stesso leit motif e ci hanno permesso di conoscere associazioni ambientaliste di altri paesi, altre realtà, ognuna con le sue specifiche problematiche ed i suoi successi. Siamo entrati in sintonia con Russi, Armeni, Turchi, Bosniaci, Croati, Serbi, Svedesi e Tedeschi, imparando le peculiarità dei loro usi e costumi.
Le attività che ci hanno interessato sono state svolte sempre in gruppo, permettendoci di avere quindi un confronto costante, e ci hanno messo di fronte alla soluzione graduale dei vari problemi che incontra un gruppo di giovani che vuole intervenire attivamente per modificare la mobilità urbana. A momenti di acceso “brainstorming” , sono seguiti anche momenti di attività pratica: l’immergerci nelle strade libere da auto della capitale turca e l’osservare le strategie applicate per rendere la mobilità cittadina più sostenibile, sono stati solo i primi passi.
Abbiamo simulato la creazione di iniziative volte alla sensibilizzazione dei cittadini su varie tematiche ambientali, arrivando anche alla progettazione di vere e proprie campagne. Alcune di queste erano incentrate sul contatto con i bambini facendo apprendere loro, tra le tante cose, l’importanza e la bellezza dell’andare a piedi. Le iniziative venivano curate nei minimi dettagli, pronte ad essere realizzate da qualcuno di noi, e programmate “a ritroso” nel tempo, ovvero partendo dal/i giorno/i della loro realizzazione concreta ai mesi precedenti di preparazione: un sistema insolito ma efficace.
La nostra voglia di imparare e di dare un contributo concreto ai nostri amici turchi (anche se in materia di mobilità sostenibile se la passano sicuramente meglio di noi!) ha trovato poi un felice sbocco nell’elaborazione di modi possibili con i quali poteva essere utilizzato uno spazio abbandonato della città. Questo luogo sarebbe diventato l’esempio eclatante della partecipazione giovanile nell’organizzazione degli spazi urbani.
Tutto ciò per dare un piccolo assaggio di una grande esperienza che ha lasciato un segno indelebile nella nostra coscienza di cittadini attivi e di giovani ambientalisti.

Una Risposta a “A spasso nel carfree europeo”

  1. laboratoriomobilitasostenibile Dice:

    grazie roberta per avere condiviso con noi la tua bellissima esperienza, che sono certa farà piacere leggere non solo a chi come te ha preso parte allo scambio ad istanbul, ma anche agli altri noi legambientini :) … e comunque, mi fai sempre di più ingelosire di non esserci stata anche io, ad istanbul con voi!!

Lascia una Risposta